Alba a Ravello

Leggende e tradizioni

Come si addice a un posto con tale bellezza e storia, Ravello ha la sua buona parte di leggende e tradizioni.

Alcune leggende hanno a che fare con San Pantaleone, il santo padrone curativo al quale fu dedicato il Duomo. Ai bambini del posto viene detto che il fantasma di San Pantaleone risiede lungo le coste sotto forma di un gigante che ancora oggi si prende cura di loro.

Panorama di Ravello di notte con il Duomo e Piazza Vescovado nel centro
Panorama di Ravello di notte con il Duomo e Piazza Vescovado nel centro

Le chiese di Ravello sono piene di riferimenti alla storia di Giona e la Balena; l’ambone nel Duomo, per esempio, è decorato con due mosaici raffiguranti Giona prima inghiottito dalla balena e poi sputato fuori.

Un’altra leggenda sostiene che quando il diavolo volle tentare Cristo con le meraviglie del mondo, lo portò a Ravello.

Belvedere della Villa Cimbrone; anche conosciuta come Terrazza dell’Infinito
Belvedere della Villa Cimbrone; anche conosciuta come Terrazza dell’Infinito

La leggende più prominente di tutte, tuttavia, riguarda un tesoro sepolto. Quando Boccaccio scrisse su Ravello nel XIV secolo raccontò la storia di un ricco mercante, Landolfo Rufolo, che divenne un pirata e che, dopo essere sopravvissuto a un naufragio, ritornò a Ravello con un tesoro.

Nei secoli successivi crebbe una leggenda su un tesoro nascosto a Villa Rufolo. Presubilmente, molte persone non prendono la leggenda sul serio, ma a metà del XIX secolo alcuni residenti locali cercarono di trovare il tesoro con delle sedute spiritiche. A una delle sedute uno spirito disse ai residenti che avrebbe rivelato il posto segreto, se loro prima avessero sacrificato un bambino.

Agendo su quel suggerimento, uno dei residenti locali sacrifico un bambino di due anni. Dopo che il corpo del bambino fu scoperto nelle mura di Villa Rufolo, il colpevole confessò e fu condannato di omicidio.

Villa Rufolo, Ravello
Villa Rufolo, Ravello

Le grotte o cave, che costellano le colline attorno a Ravello hanno anche prodotto leggende. Per secoli, le cave sono state popolari tra i visitatori stranieri.

Alcuni dicono che le grotte di ravello ispirarono Hendrik Ibsen, il grande drammaturgo Norvegese, a scrivere Peer Gynt, e per Edvard Grieg, il compositore Norvegese, a comporre musica per esso.

Giardini di Villa Rufolo
Giardini di Villa Rufolo

La vicina di Ravello dalll’altra parte della vallata, la cittadina di Scala, è anche ricca di tradizione. Uno dei suoi patrizi, Gerard, partecipò alla seconda cruciata nel 1097, fondò l’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme con la benedizione del Papa Pascal II, e creò un ospedale Benedettino a Gerusalemme per prendersi cura dei feriti. Gerard e le sue reclute successivamente fondarono il leggendario Ordine dei Cavalieri Templari.

Il resto è storia.

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